Rassegna stampa

Milano, un successo “Siamo tutti intercettati”, il dibattito su 11 settembre ed intercettazioni

nardone - predestinato - milano12 set (Prima Pagina News) “Smartphones, social networks, e-mail, carte di credito: oggi, qualsiasi cosa facciamo o diciamo, è tracciata, schedata; ergo, siamo tutti intercettati. Fino a che punto è giusto sacrificare la nostra privacy, e quindi la nostra libertà individuale, in nome della sicurezza nazionale?”. Questo l’interrogativo che è stato il vero e proprio incipit del dibattito che si è svolto ieri sera al Museo fermo Immagine di Milano, nonchè la scintilla che ha spinto Alessandro Nardone a scrivere “Il Predestinato” (Youcanprint.it), un thriller dal ritmo serratissimo ambientato negli Stati Uniti ed ispirato allo scandalo delle intercettazioni sollevato da Edward Snowden, da noi conosciuto con il nome di Datagate.

Insieme all’autore ne hanno discusso, di fronte ad una sala gremitissima, il giornalista di La Stampa e Panorama ed autore dell’ebook su Snowden, Antonino Caffo, Carlo Cattaneo, giornalista di Huffington Post ed Intraprendente, Guido Giraudo, giornalista e docente di comunicazione allo Ied di Milano e Magdi Cristiano Allam, intervenuto attraverso un video intervento estremamente intenso e ricco di spunti di riflessione. Tutti moderati da Stefania Cavallaro, giornalista di Studio Aperto, che ha condotto in maniera estremamente fluida un dibattito inframmezzato da diversi clip video riguardanti proprio l’11 settembre ed il Datagate.

Già, ma qual è la connessione tra i due eventi? Secondo tutti i relatori, la massiccia intensificazione dell’attività spionistica messa in atto dagli Usa che, per mano della Nsa, intercettano le conversazioni di chiunque, capi di stato compresi, sono la diretta conseguenza degli attacchi terroristici dell’11 settembre del 2001. “Ringrazio Alessandro Nardone, autore del romanzo “Il Predestinato” per la riflessione sul tema fondamentale della libertà – ha detto Magdi Cristiano Allam – Gli attentati alle due Torri Gemelle e al Pentagono hanno segnato il culmine del successo del terrorismo islamico globalizzato dei tagliagole, segnando l’inizio effettivo della Terza guerra mondiale. Questa Terza guerra mondiale vede scontrarsi l’ideologia della morte alla cultura della vita, evidenziando come l’arma più forte del terrorismo islamico sono le stesse persone trasformate in robot della morte attraverso un lavaggio di cervello impregnato degli ordini di Allah prescritti nel Corano e dei detti e dei fatti di Maometto, che aspirano al loro “martirio”, suicidarsi per poter uccidere il maggior numero possibile di nemici dell’islam, terrorizzandoci dicendoci “così come voi amate la vita noi amiamo la morte”.

Secondo Antonino Caffo, ogni singolo aspetto della nostra esistenza è completamente tracciato: “Esistono software, in possesso della Nsa, che consentono, inserendo nome e cognome, di risalire a qualsiasi particolare di quella persona, a partire dai social networks passando per gli acquisti online. Quello sulla privacy e, nella fattispecie, sullo scandalo Datagate è un argomento che in Italia è trattato con eccessiva leggerezza, dal momento che riguarda direttamente ognuno di noi. Ecco, una cosa che potremmo fare sin da subito, sarebbe quella di imparare ad utilizzare meglio questi strumenti, prestando maggiore attenzione a ciò che intendiamo pubblicare.”

Incalzato da Stefania Cavallaro, Guido Giraudo ha affrontato il tema dal punto di vista della comunicazione: “Credo che faccia tutto parte di una strategia precisa, scientificamente fondata sulla paura. Proprio così, perché la paura equivale al controllo, ed il controllo si traduce nella possibilità di mantenere il potere, indisturbati o quasi.”

Carlo Cattaneo, invece, si è soffermato su alcuni aspetti che caratterizzano il romanzo di Nardone: “Alessandro è riuscito ad incollarci alle pagine del suo libro per diversi motivi. Il primo è quello di aver avuto la capacità di costruire una storia inventata, ma cucendola su di fatti reali, tanto che grazie al suo libro stasera siamo qui a discutere di argomenti d’importanza fondamentale. Il secondo motivo risiede nel suo stile di scrittura, capace d’intrecciare elementi diversi ma complementari come la descrizione dei luoghi, della musica e perfino delle abitudini culinarie dei protagonisti del romanzo.”

Secondo Stefania Cavallaro “Il grande merito del romanzo di Alessandro Nardone, è che oltre a divertire ed appassionare, spinge il lettore ad una riflessione su temi importantissimi che, magari, senza “Il Predestinato” non avrebbe affrontato.” Per Alessandro Nardone: “I link tra la trama del romanzo e la realtà sono molteplici, ma si tratta pur sempre di una storia di fantasia che, insieme alla riflessione, ha l’obiettivo di far divertire il lettore consentendogli d’intraprendere un vero e proprio viaggio che spazia dai meandri dell’Fbi alla spiaggia di Aruba. Quanto alla domanda iniziale, ovvero quale sia il confine tra giusto e sbagliato, quando ad esserci di mezzo è la nostra privacy, rispondo che, se le intercettazioni sono effettivamente servite a sventare altri attentati come quello dell’11 settembre, o anche soltanto a salvare una sola vita, allora che ben vengano, purché siano gestite con etica.”

Infine, l’intervento di Pierpaolo Perretta – artista italiano conosciuto come Mr. Savethewall, di cui si è recentemente occupato il New York Times – che ha illustrato al pubblico presente in sala due suoi ritratti di Obama ispirati a “Il Predestinato”. Tra i presenti in sala, oltre all’Ente del Turismo dell’Isola di Aruba ed ai vertici di Youcaprint, anche Cristina Plevani e Candida Livatino, che hanno assistito al dibattito dimostrando grande interesse.

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