Rassegna stampa

Milano Lifestyle intervista Alessandro Nardone

nardone - il predestinatoDescriviti in poche righe.

Diciamo che sono un “ragazzo” di trentotto anni, sposato con Irene e papà di Vittoria, che tra pochi giorni ne compirà due. Lavoro al Casinò di Campione e seguo alcuni progetti legati prevalentemente al social media marketing ed alla comunicazione attraverso le nuove tecnologie. Tra le mie passioni, ovviamente, c’è la scrittura: curo personalmente tre blog, scrivo per diverse testate online e, infine, ho da poco pubblicato il mio terzo libro.

Il Predestinato è il tuo ultimo libro, di che cosa parla?

Un giornalista lo ha definito “un romanzo americano scritto da un italiano”, infatti, è una storia interamente ambientata negli States – fatti salvo due capitoli, che si svolgono sull’isola di Aruba – nel quale fantapolitica, spy story ed azione s’intrecciano con una storia d’amore, il tutto sullo sfondo dello scandalo Datagate. In estrema sintesi è la storia di Alex Anderson, giovane rappresentante al Congresso degli Stati Uniti che, di punto in bianco, viene preso di mira da Chuck Dillinger, ex agente della Cia assurto agli onori delle cronache per aver divulgato documenti sensibili sull’attività spionistica della National Security Agency. Una sorta di corsa contro il tempo disseminata di colpi di scena che, fino all’ultima riga, non da letteralmente tregua al lettore.

Scrittori si nasce o si diventa?

Pur essendo al terzo libro, fatico a considerarmi tale. Quanto alla scrittura credo si tratti di una predisposizione innata, certamente aiutata dalla passione per la lettura. Per quanto riguarda i libri, poi, io ho cominciato per puro caso, basti pensare che quando cominciai a scrivere “Ti odio da morire”, l’idea era di stamparne alcune copie da regalare agli amici, mentre ad oggi, tra cartaceo e digitale, lo hanno letto qualcosa come 80.000 persone.

Come e quando hai iniziato a scrivere?

Scrivere mi è sempre piaciuto, sin dai tempi dei “pensierini” alle elementari. Poi, con trascorrere degli anni, il mio impegno in politica mi ha portato a scrivere prevalentemente articoli per giornali come Il Secolo d’Italia. Poi, nel 2008, il primo romanzo

Il tuo è un hobby o una professione?

Per definirla professione dovrei vendere centinaia di migliaia di copie. Detto questo non voglio certo nascondermi dietro ad un dito, ovvio che se un giorno dovessi riuscire a farne una professione ne sarei felicissimo, ma una cosa è sognare, ed un’altra è fare i conti con la realtà.

Quali sono i tuoi successi passati?

Come accennavo prima, “Ti odio da morire” è, da oltre un anno e mezzo, nella top ten di iTunes, dove è stato primo per quarantasette giorni consecutivi e circa cento totali, collezionando centinaia di recensioni, molte delle quali positive.

Come e quando nascono i tuoi libri? Dove trovi l’ispirazione?

Dipende, non esiste un clichè, chi scrive e lavora di fantasia le ispirazioni può trovarle ovunque: in metropolitana, in ufficio, a casa con gli amici. Per “Il Predestinato”, ad esempio, l’ho trovata a bordo di un treno per Zurigo…

Come ti promuovi per far conoscere le tue opere?

Essenzialmente attraverso il web, ma non solo. Per promuovere un libro rimangono fondamentali passaparola e contatto umano, quindi tante presentazioni e, quando possibile, eventi collaterali. Il contatto diretto con il lettore è imprescindibile.

Chi volesse scriverti o vedere il tuo sito?

Il mio personale è www.nardone .org, mentre quello de “Il Predestinato”, su cui è possibile trovare tutte le info relative al romanzo, è www.ilpredestinato.it

 

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